|
Il libro è diviso in sei capitoli che trattano, con analisi documentata e stile scorrevole, suggestivi argomenti del cinema americano dall’epoca classica a oggi. Nel primo capitolo, “Lo specchio e la scala”, si esamina la presenza significativa nei film di questi due oggetti-chiave, nella loro funzione di incrementare la drammaticità o il divertimento nei vari generi, dalla commedia al dramma. Nel secondo capitolo, “Un genere di violenza”, si scorre la storia dei generi (poliziesco, di guerra, kolossal, fantascienza) in rapporto al tema della violenza, con un occhio particolare al western: dal primo cortometraggio di questo tipo, realizzato all’inizio del Novecento, fino ai film cult di Sam Peckinpah come il Il mucchio selvaggio. Nel terzo capitolo, “Josef von Sternberg. La luce della celluloide”, si spiega la tecnica di direzione degli attori da parte di un regista come Josef von Sternberg, il creatore del mito di Marlene Dietrich. Nel quarto capitolo, “Vivien e Scarlett”, è ricostruita la complessa vicenda del ruolo di Rossella interpretato da Vivien Leigh nell’ambito della lavorazione del più celebre dei film americani, Via col vento. Il quinto capitolo, “Bette Davis. Lo schermo della solitudine”, presenta una visuale nuova sulla scissione tra vita e carriera degli attori, studiandola nella più espressiva delle dive Usa, Bette Davis. Infine il sesto capitolo, “A poco a poco quello sguardo. Beckett e Keaton”, scorre le carriere di due giganti dello spettacolo e della cultura, il comico Buster Keaton e il drammaturgo Samuel Beckett, uomini apparentemente agli antipodi che pure girarono insieme un piccolo capolavoro, intitolato “Film”, nel 1964 a New York. Il filo che congiunge i capitoli è la ricerca del senso complessivo e dei modi realizzativi, tecnici e formali, del grande spettacolo cinematografico americano.
|