| Scheda del libro |
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IL TALENTO DELLA MALATTIA
Alessandro Moscè
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Una storia straordinaria, a lieto fine, e soprattutto una storia realmente accaduta. Quando uno scrittore può dire di essere stato uno dei pochi guariti da un male crudele e raro, tanto da diventare un caso clinico perfino negli Stati Uniti, allora non può esimersi dal raccontarsi. Alessandro Moscè lo fa a distanza di trent’anni ambientando e riconoscendo, sin dall’infanzia, gli archetipi dell’esistenza umana che in questo romanzo ci sono tutti: la nascita, la morte, il senso di finitudine, la perdita, il mito, la fede. Un famoso calciatore diventa il viatico per far fronte ai luoghi di separatezza dalla vita, gli ospedali. Il campione è un simbolo di vittoria, di forza fisica, uno spazio di leggerezza come naturale antitesi alla malattia. Giorgio Chinaglia, mito incontrastato della Lazio degli anni Settanta, era già un “compagno insostituibile” di giochi nell’infanzia, incarnato fantasiosamente come soggetto di fedeltà al quale appellarsi nella solitudine. Nel romanzo figura una marcata caratterizzazione dei personaggi della quotidianità: i nonni, il padre, la madre, la suora delle elementari, l’anziana signora dei vicoli, l’omino della casa di riposo, il luminare della medicina. Si apre uno spaccato sulla provincia italiana che confluisce di colpo in una dimensione-altra con la comparsa della malattia, a soli tredici anni. Ma si avverte, in fondo, che il dolore è stato anche un’occasione unica per riaffermare la vita.
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| Pagine 216 - Prezzo € 15.00
- Anno 2012 - ISBN 9788883093425 -
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| RASSEGNA STAMPA |
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Valentina Conti, Lottare e tornare alla vita tifando Chinaglia, Il Corriere Adriatico, 10 marzo 2012 (file 1)
Roberto Pazzi, Il regazzo e il campione, una sfida ai confini della vita, Il Resto del Carlino-Il Giorno-La Nazione, 19 marzo 2012 (file 2)
Luca Benedetti, Il talento della malattia, Pulp (file 3)
Elisabetta Monti, Malattia e mito dello sport, "Prospettiva-L'Azione" (file 4)
Massimo Raffaeli, Bad Boy Giorgione, requiem per un’icona, «il manifesto» (file 5)
Davide D’Alessandro, Il talento della malattia, «I Fatti del Nuovo Molise» (file 6)
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| ELENCO DEI COMMENTI AL LIBRO |
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