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Il breve, straordinario romanzo La danza della collana, del 1924, con il suo indagare nelle zone oscure del mistero e della follia (nonché della “noia” e dell’“impossibilità a vivere”) sembra portare avanti – assieme ad altri libri dello stesso periodo, come Il segreto dell’uomo solitario e Il paese del vento – una possibile, felicissima linea decadente-simbolista all’interno dell’opera di Grazia Deledda. L’indecifrabile “collana di giorni” che è la vita, con i suoi enigmi e le sue bizzarre vicende, si colora in queste pagine della grande scrittrice sarda di inquietanti fremiti liberty e dannunziani, trasportando il lettore in stregate atmosfere sospese tra sogno e realtà.
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