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Maestra è una lunga novella pubblicata nel 1887, un anno dopo il successo editoriale di Cuore di Edmondo De Amicis. Protagonista è Ginevra Gabrielli, una graziosa e sprovveduta maestra meno eroica e meno contenta delle sue colleghe deamicisiane, ma senz’altro più vera e rispondente alla realtà delle cose. Caseggiati popolari, stanzucce anguste senza luce né aria, grigiore, monotonia, silenziose rinunce, dignitosa miseria di piccole economie quotidiane, e abiti rivoltati: questo lo sfondo, in filigrana, sul quale si snoda, in un linguaggio volutamente dimesso che ha quasi le cadenze del parlato, la storia tutta “in minore” di Ginevra, figlia di un portalettere e di una stiratrice che in quel tanto sospirato diploma di maestra ripongono tutte le loro modeste ambizioni e speranze. Il diploma finalmente arriverà, quasi a braccetto, si potrebbe dire, con le prime cocenti delusioni. In questa sua bella operetta giovanile Clarice Tartufari tratteggia – non senza una punta di fredda ironia – un personaggio molto moderno e ci ricorda qualcosa da tenere ancora ben presente a più di un secolo di distanza: se con un pizzico di fortuna si può scampare anche alla morte, alla vita non si scampa. Mai.
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