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L’ultima Papessa, opera prima della scrittrice napoletana Antonella del Giudice, è un romanzo polifonico in cui le storie, i personaggi e le voci si sovrappongono come in un gioco di scatole cinesi. Situazioni comiche ed eroiche, patetiche e grottesche, si snodano durante le vigilie di Natale del 1968 e del 1993; situazioni vissute non tanto con solennità religiosa, ma come occasioni di riunioni per una famiglia borghese del Sud Italia. In uno spazio-tempo che il vissuto della memoria dei personaggi frammenta o dilata, le due vigilie s’incrociano, talvolta si sovrappongono, tra fatti e misfatti personali, farsa e dramma, normalità e follia della famiglia del Gese Balzo. Donna Saturnia, la Papessa, figura centrale del romanzo, è una sorta d’incosciente matrjoska ricettiva di tante piccole entità incapaci sia di sostenere le tradizioni sia di acquisire i nuovi valori della modernità. L’ultima Papessa è un romanzo suggestivo, linguisticamente ammaliante, barocco e avvolgente, dove tanti personaggi si raccontano, ma dove nessuna storia riesce a interagire veramente con l’altra: quanto più aumentano i personaggi e le voci, tanto più pare aumentare la solitudine dei loro destini.
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