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Nella storia d'amore tra la moglie del barone Scevola, donna sensuale e bellissima con un passato peccaminoso, e l'inquilino della "stanza grande", un misterioso pittore venuto di fuorivia, Rimanelli recupera la sua infanzia molisana, vissuta all'ombra del nonno Dominick, "vecchio pazzo ombrellaio e suonatore di jazz", che domina incontrastato la scena con le sue scontrosità e le sue follie, inseguito dai fantasmi della sua esperienza di emigrato, scampato all'eccidio di New Orleans (1891). Un romanzo che segna la prova più matura dello scrittore e si colloca tra i migliori risultati della narrativa novecentesca.
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