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Capuana Luigi
Luigi Capuana (Mineo 1839 - Catania 1915) esordì come poeta, ma ben presto si divise tra l’attività di critico letterario e teatrale, drammaturgo, direttore di giornale e docente universitario, spostandosi a più riprese tra la Sicilia, Firenze, Milano e Roma. Lettore appassionato di scrittori stranieri in lingua originale, introdusse in Italia l’opera di Zola e il pensiero naturalista di cui divenne un entusiasta sostenitore. Con Verga e De Roberto fu esponente di punta della cosiddetta scuola verista, tra i primi a porsi il problema di una lingua narrativa moderna. Il suo impegno civile (era stato fervente garibaldino) lo portò ad essere più volte sindaco e ispettore scolastico, con particolare attenzione ai problemi dell’istruzione obbligatoria. Fu scrittore prolifico, conosciuto soprattutto per la sua ricca produzione di fiabe e racconti: C’era una volta (1882), Le appassionate (1893), Le paesane (1894), Scurpiddu (1898); nonché per romanzi ormai classici, tra cui ricordiamo Giacinta (1879) e Il marchese di Roccaverdina (1901).   OPERE
Novelle inverosimili